Troppo sport può far male ai ragazzi

Pubblicato il 9 luglio 2014 | Categoria: Featured, I bambini e lo sport, Lo sport dall'infanzia all'adolescenza

Fare sport fa sicuramente molto bene a tutti e, in particolare, agli adolescenti. Basandosi su questo dato, certo, nessuno ha mai pensato di definire qual’è il giusto limite di attività fisica per i ragazzi.

Il dipartimento statunitense della salute raccomanda che i giovani di età compresa tra i 6 ei 17 anni svolgano almeno 60 minuti di attività fisica al giorno, pari a 7 ore a settimana.

Oggi una ricerca congiunta, frutto del lavoro di studiosi Svizzeri e Canadesi e recentemente pubblicato sulla rivista Archives BMJ of Disease in Childhood, offre dati diversi non solo sulla quantità consigliata ma anche, per la prima volta, impostando limiti che sarebbe meglio non superare.

Secondo questo studio, che ha coinvolto 1245 adolescenti svizzeri di età compresa tra i 16 ed i 20 anni, la quantità giusta di attività fisica, per ottenere concreti benefici per salute e sviluppo piscofisico, deve essere di 14 ore settimanali ma, attenzione, superare questo limite può avere addirittura effetti dannosi.

In altre parole praticare troppo intensamente annulla i benefici anzichè aumentarli.

L’indagine

Ai partecipanti sono state sottoposte diverse domande sia di tipo anamnestico che personale, familiare e socioeconomico, compresa la pratica sportiva e le eventuali lesioni riportate durante l’attività fisica.

Il loro livello di benessere è stato valutato utilizzando il well-being index approvato dall’OMS (organizzazione mondiale della sanità) che utilizza punteggi tra 0 e 25 e considera il punteggio 13 come primo indicatore di scarso benessere.

Dei partecipanti, il 50,4% era di sesso maschile con un’età media di 17,95 anni. Quasi il 9% di questi maschi erano in sovrappeso o obesi. Il punteggio medio complessivo di benessere per tutti i partecipanti è risultato pari a 17.

Per quanto riguarda la pratica sportiva, è stata classificata secondo questa tabella:

  • bassa – da 0 a 3,5 ore/settimana
  • media – da 3,6 a 10,5 ore/settimana
  • alta – da 10,6 a 17,5 ore/settimana
  • molto alta – oltre le 17,5 ore/settimana

L’analisi delle risposte ha dato questi risultati relativi all’attività sportiva:

  • bassa 35% dei soggetti
  • media 41,5% dei soggetti
  • alta 18,5% dei soggetti
  • molto alta 5% dei soggetti

Sulla base dei dati riscontrati, i ricercatori hanno trovato un collegamento tra attività praticata e livelli di benessere, stabilendo che gli appartenenti alle fasce bassa e molto alta hanno il doppio delle probabilità di ottenere un indice di benessere inferiore a 13 rispetto agli appartenenti alla fascia media.

Esisterebbe dunque un collegamento che in termini tecnici viene definito ad “U rovesciata” tra il livello di benessere personale e la pratica sportiva, livello che tocca il suo picco quando la pratica non supera determinati valori, per poi ridiscendere se questi valori vengono superati.

Il valore ottimale, in base ai dati analizzati, è di 14 ore settimanali.

Commentando i loro risultati, i ricercatori hanno detto: “L’attività fisica è stata associata a positivo benessere emotivo, ridotta depressione, ansia e disturbi da stress e una migliore autostima e funzionamento cognitivo nei bambini e negli adolescenti. Abbiamo scoperto che la pratica sportiva apparentemente ha cessato di essere un fattore protettivo ed è diventato un fattore di rischio quando si pratica più del doppio del numero di ore raccomandato dall’OMS”.

I ricercatori notano che il loro studio evidenzia l’importanza per i medici che si occupano di adolescenti di monitorare il loro livello di pratica sportiva in base all’effettivo benessere generato.

Indipendentemente dalla loro decisione di proseguire il loro livello di pratica, questi adolescenti probabilmente hanno bisogno di un follow-up di appoggio ed unamaggiore attenzione alla loro salute ed al loro benessere. I nostri risultati possono essere presi come raccomandazioni per quanto riguarda la pratica sportiva per gli adolescenti”. Hanno concluso gli studiosi.

Naturalmente bisogna ricordare che queste ricerche, basate su un campione di persone, non tengono conto dei casi e delle condizioni personali e che, prima di intraprendere un’attività sportiva, soprattutto se a livello agonistico, è bene curare tutti gli aspetti, compresa la dieta e l’attenzione ad assumere eventuali integratori o farmaci che possano avere effetti dopanti e dannosi.

Non è semplice riconoscerle e, come ricorda la dr.ssa Marina Di Franco, medico dello sport “le sostanze dopanti sono tante. La maggior parte di esse sono farmaci che servono a curare specifiche patologie e per questo non devono essere assunte da persone sane. I danni quindi possono essere molteplici a secondo del farmaco usato e possono essere a breve, medio e lungo termine”.